Nuovo reato d’abuso d’ufficio

La Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, con Sentenza n. 1146/2020, si esprime per la prima volta sul nuovo reato di abuso d’ufficio.

I giudici di Piazza Cavour riflettono sulle questioni intertemporali sorte in seguito alle modifiche operate dall’art. 23 del D.L. 16 luglio 2020, n. 73 (cd. Decreto Semplificazioni) e prendono atto del nuovo e più ristretto perimetro di applicabilità della fattispecie di cui all’art. 323 c.p..

Il novellato abuso d’ufficio, infatti, si configurerà soltanto con riferimento alle condotte indicate dalla norma e qualificabili come violazioni di «specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità».

Ne deriva un’esclusione dall’area del penalmente rilevante di tutte quelle decisioni dei pubblici funzionari che costituiscono violazioni di norme regolamentari o di norme di legge generali e astratte o che siano il risultato di un cattivo uso della “discrezionalità amministrativa”.

Transfer Pricing: potere accertativo dell’amministrazione finanziaria

Nel transfer pricing l’antieconomicità o il risparmio di imposta non sono elementi sufficienti per fondare l’accertamento: occorre infatti che l’ufficio provi lo scostamento del prezzo rispetto al valore normale.

Con sentenza della Corte di Cassazione 230/2021 depositata il 12 gennaio, infatti, è stato precisato che in caso di operazioni infragruppo, l’Ufficio deve provare l’esistenza dell’operazione stessa, della pattuizione di un corrispettivo inferiore e lo scostamento di tale valore rispetto ai normali prezzi di mercato.

In tale contesto, non è necessario che l’Amministrazione finanziaria fornisca la prova che l’operazione sia priva di una valida giustificazione o abbia comportato un risparmio di imposta. Si tratta, infatti, di presupposti della diversa fattispecie dell’abuso del diritto.

Holding: Comunicazione in Anagrafe Tributaria delle partecipazioni in società quotate

L’Agenzia dell’Entrate, nella consulenza giuridica n. 15 del 23 dicembre 2020, ha ribadito che le partecipazioni in società quotate devono continuare ad essere oggetto di comunicazione all’Anagrafe Tributaria, laddove detenute dalla holding tra le immobilizzazioni finanziarie.

Infatti, l’obbligo per gli operatori finanziari sussiste in caso di partecipazioni detenute durevolmente, a prescindere che siano in società quotate o meno, dando indicazione del titolare effettivo dei rapporti.

 

Proroga della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili

L’art. 13 del Decreto c.d. “milleproroghe”, pubblicato in Gazzetta il 31 dicembre scorso, ha previsto la proroga della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, sino al 30 giugno 2021. Tale sospensione è limitata ai provvedimenti di rilascio adottati per il mancato pagamento del canone alle scadenze e a quelli conseguenti all’adozione del decreto di trasferimento di immobili pignorati ed abitati dal debitore e dai suoi familiari.

Crediti d’imposta inesistenti e non spettanti nel settore R&S

La Circolare 31/2020 dell’Agenzia delle Entrate torna nuovamente sull’annosa distinzione tra credito d’imposta non spettante ed inesistente.

La configurazione dell’una o dell’altra fattispecie determinano l’emersione di diversi aspetti sanzionatori, sia dal punto amministrativo che penale: sotto il profilo tributario, la sanzione per credito inesistente va dal 100 al 200% mentre per quello non spettante è pari al 30%; in ambito penale, invece, i crediti inesistenti sono puniti con reclusione da un anno e sei mesi fino a 6 anni mentre quelli non spettanti da sei mesi a due anni (eventuale non punibilità con versamento della sanzione amministrativa prima dell’apertura del dibattimento).

Nel contesto specifico, la Circolare ribadisce che, in ipotesi di compensazione ritenuta indebita e derivante dagli incentivi di ricerca e sviluppo, quasi automaticamente viene contestato l’utilizzo del credito inesistente.

Perdite 2020, più tempo per la loro copertura

“Il Disegno di Legge di Bilancio 2021, convertendo in legge il DL 23/2020, prevede che per le perdite di capitale emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020 non si applichino – fino alla data di approvazione del bilancio relativo al quinto esercizio successivo (2025) – gli interventi previsti dal Codice Civile in materia di riduzione del capitale causato da perdite d’esercizio e/o di scioglimento della società per riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale. Tali perdite dovranno essere distintamente indicate nella Nota integrativa, anche tramite l’utilizzo di adeguati prospetti che consentano di evidenziare sia la loro origine che le movimentazioni intervenute nel corso dell’esercizio 2020.”

 

Accordo sugli scambi e la cooperazione tra UE e Regno Unito

E’ stato pubblicato il 26 dicembre il testo dell’Accordo sugli scambi e la cooperazione tra UE e Regno Unito che regolerà, a partite dal primo gennaio 2021, i rapporti tra l’Unione dei 27 e il territorio inglese.

Il corposo documento si fonda su tre pilastri ovvero i) assenza di tariffe sulle merci che risultano conformi a determinate regole in materia di origine, ii) sicurezza dei cittadini e piena cooperazione delle autorità giudiziarie e di polizia e iii) istituzione di un Consiglio di partenariato responsabile della verifica costante sulla corretta applicazione dell’Accordo.

Crediti degradati e transazione fiscale

L’imprenditore in stato di crisi può presentare all’Amministrazione finanziaria o agli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie, una proposta accompagnata dalla relazione di convenienza professionista, di transazione fiscale e previdenziale per il pagamento dei tributi o degli oneri contributivi in misura parziale o dilazionata, anche se tali crediti risultano degradati per incapienza.

Remissione del debito – Mancata Appostazione in bilancio. Irrilevanza

La Suprema Corte ha confermato il principio per cui la rinuncia del debito, quale causa di estinzione dell’obbligazione, esige che la volontà del creditore sia espressa in modo inequivoco.

I crediti di una società commerciale estinta non possono quindi ritenersi rinunciati per il solo fatto di non essere stati indicati nel bilancio finale di liquidazione (Cass. civ. ord. n. 28439/2020).

Obbligo dichiarativo per gli immobili merce fino al 2019

Con sentenza 2407/2020 la CTP di Milano recepisce il dettato della sentenza n. 21465/2020 della Corte di Cassazione in merito alla esenzione IMU dei cd. “immobili merce”: dalla lettura della disposizione normativa emerge che conditio sine qua non per l’ottenimento del beneficio fiscale è la presentazione della relativa dichiarazione e che l’eventuale inadempienza non può essere sanata con il ravvedimento.

Pertanto, fino all’anno 2019 la mancata presentazione della Dichiarazione IMU non consente al contribuente di accedere all’agevolazione.

La Legge di bilancio 2020 ha cambiato la normativa per gli anni successivi: per il 2020 e 2021, è prevista l’applicazione di aliquote agevolate (dall’1 per mille al 2,5 per mille) e, a partire dal 2022, la totale esenzione dal tributo senza che la presentazione della dichiarazione sia corredata da sanzioni di decadenza.