L’AGENZIA PRECISA L’APPLICAZIONE DEL REGIME DI IMPOSIZIONE SOSTITUTIVA PER I “NEO RESIDENTI” IN RELAZIONE AI REDDITI DI CAPITALE E DIVERSI DI FONTE ESTERA PERCEPITI PER IL TRAMITE DI INTERMEDIARI ITALIANI

In relazione ai redditi di capitale, l’Agenzia ha chiarito che non è sufficiente che detti proventi siano materialmente pagati dagli intermediari italiani allorquando questi svolgano funzione di meri incaricati al pagamento.

Invero, i redditi di capitale corrisposti da Stati esteri o da soggetti non residenti beneficiano del regime di cui all’articolo 24-bis del TUIR anche nei casi in cui le attività estere da cui derivano siano oggetto di:

  • un contratto di custodia con intermediari italiani;
  • un contratto di gestione, amministrazione e consulenza con intermediari italiani, pur essendo depositate presso un conto estero;
  • un contratto di assicurazione sulla vita a contenuto finanziario stipulato con compagnie estere operanti in Italia in regime di LPS, anche laddove la riscossione dei proventi sia affidata ad intermediari italiani.

Diversamente, in tema di redditi diversi, sono fiscalmente rilevanti in Italia, le cessioni di titoli azionari o obbligazionari emessi da soggetti non residenti qualora tali titoli o diritti rappresentativi si trovino nel territorio dello Stato.

Pertanto, affinché possa essere applicato il regime di cui all’articolo 24-bis del TUIR, è necessario che tali attività non siano detenute in un conto deposito presso un intermediario italiano.

La natura di reddito diverso di fonte estera, invece, non viene meno a seguito della stipula di un contratto:

  • di prestazione di servizi con un intermediario italiano avente ad oggetto la gestione individuale di portafoglio, in cui l’intermediario riceve un mandato di gestione discrezionale delle attività finanziarie depositate all’estero;
  • di amministrazione delle attività finanziarie, dove l’intermediario italiano amministra le attività depositate all’estero eseguendo gli ordini del cliente senza alcun potere discrezionale;
  • di consulenza finanziaria, dove l’intermediario italiano offre un’attività di consulenza finanziaria e di monitoraggio degli investimenti, senza alcun potere di movimentare direttamente le attività.

(Agenzia delle Entrate, Risoluzione Risoluzione n. 12/E del 18/02/2021)

Tax Control Framework e Modelli 231/2001: sistemi di controllo complementari e non sostitutivi

Con l’inserimento dei reati tributari nel catalogo dei reati presupposto per la responsabilità degli enti ex D.Lgs. 231/2001, aumenta l’attenzione da parte delle realtà aziendali per la gestione del rischio fiscale.

Le grandi società ed i grandi istituti di credito rafforzano ed incentivano l’interazione tra i sistemi di controllo fiscale interno – Tax Control Framework – e i Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo (MOGC), nell’intento di ridurre al minimo le ipotesi di frode fiscale attraverso un approccio integrato di identificazione e mappatura dei rischi penal-tributari.

Pertanto, i due sistemi, TFC e MOGC 231/2001,  dialogano ma restano qualificabili come due autonomi presidi di controllo interno aziendale, complementari e non sostitutivi tra loro, così come anche precisato dalla circolare della Guardia di Finanza del 1° settembre 2020.

 

Una prima pronuncia del Tribunale di Milano sul nuovo art. 2086 del Codice civile

Le Sezioni specializzate in materia di impresa del Tribunale di Milano, con il provvedimento del 18 ottobre 2019, hanno accolto la denunzia per gravi irregolarità nella gestione presentata dal Collegio Sindacale di due società per azioni (controllante e controllata), gestite dal medesimo amministratore unico, cui veniva addebitata la violazione degli obblighi di istituire adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili idonei alla verifica della continuità aziendale e di attivarsi senza indugio per adottare i rimedi per il superamento della crisi, ex articolo 2086 c.c.

 

Questa sentenza merita attenzione per più motivi: (i) perché costituisce una delle prime pronunce che applica il nuovo art. 2086 c.c., come modificato dal Codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza, che sancisce l’obbligo per gli amministratori di assicurare adeguati assetti organizzativi all’impresa anche per prevenire la crisi; (ii) perché costituisce anche la prima applicazione del dovere di denuncia dei sindaci ex art. 2409 c.c. per l’inosservanza da parte degli amministratori dei nuovi obblighi previsti dall’art. 2086 c.c.; iii) perché consente di svolgere alcune riflessioni sull’efficacia degli strumenti di allerta e prevenzione interni al diritto societario, già in vigore, in relazione alle misure esterne di allerta previste dal Codice della crisi, la cui entrata in vigore, a causa dell’emergenza Covid-19, è rinviata al 1° settembre 2021.

 

PATTI DI FAMIGLIA: LA LIQUIDAZIONE AL LEGITTIMARIO NON ASSEGNATARIO COSTITUISCE DONAZIONE DA PARTE DEL DISPONENTE

A seguito della stipula da parte del disponente del patto di famiglia, il discendente beneficiario ha l’obbligo di onorare il diritto di credito dei legittimari non assegnatari.

Ai soli fini impositivi, la liquidazione di tale credito viene considerata quale donazione comunque posta in essere dal disponente in favore del legittimario non assegnatario e non già dal beneficiario assegnatario.

Ne discende che la tassazione del diritto di credito comporta l’applicazione dell’aliquota e della franchigia previste con riferimento al corrispondente rapporto di parentela.

Lo stabilisce in modo innovativo la Corte di Cassazione con la sentenza n. 29506 del 24 dicembre 2020.

2020 NPL Action Plan

Il 16 dicembre scorso la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione nella quale illustra la sua strategia per contrastare l’accumulo di crediti deteriorati (“NPL”) a seguito della pandemia di COVID-19. Secondo la Commissione è necessario che gli Stati membri intraprendano azioni volte a prevenire l’accumularsi di NPL. A tal fine, è essenziale che le banche individuino in tempi rapidi i potenziali NPL e le sofferenze debitorie, di modo da avviare tempestivamente il processo di risoluzione e cessione degli stessi.

LA CASSAZIONE CAMBIA STRADA SULLA TASSAZIONE DELLE ATTRIBUZIONI DERIVANTI DAL PATTO DI FAMIGLIA

In materia di disciplina fiscale del patto di famiglia, si considerano attribuzioni sia quelle effettuate dal disponente in favore del legittimario assegnatario che quelle “a compensazione” effettuate da quest’ultimo in favore dei legittimari non assegnatari, con la conseguenza che alla liquidazione operata dal beneficiario del trasferimento di un’azienda o una partecipazione societaria in favore del legittimario non assegnatario è applicabile il disposto dell’art. 58, comma 1, D.lgs. n. 346 del 1990 (TU Registro), intendendosi tale liquidazione, ai soli fini impositivi, quale donazione del disponente in favore del legittimario non assegnatario, con conseguente applicazione dell’aliquota e della franchigia previste con riferimento al corrispondente rapporto di parentela o di coniugio.

(Cassazione Civile, Sez. V, sentenza del 24 dicembre 2020, n. 29506)

Bozza di Circolare dell’AdE sulla Direttiva DAC 6

E’ in pubblica consultazione fino al 15 gennaio 2021 la bozza di Circolare dell’Agenzia delle Entrate sui chiarimenti in tema di meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di comunicazione ex D.Lgs. 30 Luglio 2020, n. 100 di recepimento della direttiva UE n. 822 del 2018, cosiddetta DAC6 sulle operazioni fiscali transfrontaliere aggressive.

Tale Circolare dovrebbe completare l’ultimo provvedimento n. 364425 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 26 novembre 2020 e il precedente Decreto attuativo MEF del 17 novembre 2020.

Gli schemi fiscali sospetti transfrontalieri:

  • attuati tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2020 dovranno essere comunicati entro il 31 gennaio 2021;
  • mentre quelli attuati tra il 25 giugno 2018 e il 30 giugno 2020, andranno comunicati entro il 28 febbraio 2021.

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/3056928/circolare+recepimento+direttiva+Dac+6.pdf/e2e08e2e-51e6-530e-6854-7a7983cdb443

Sospensione dell’esecuzione di provvedimenti di rilascio di immobili – proroga

La sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili anche ad uso non abitativo (introdotta con il  D.L. 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27) è prorogata sino al 30 giugno 2021. A stabilirlo è il Decreto Legge 31 dicembre 2020 n. 183, c.d. “milleproroghe”, che, al contempo, limita il campo di applicazione della sospensione normativa ai soli provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze (sfratto per morosità) ed a quelli adottati in conseguenza all’emissione del decreto di trasferimento di immobili pignorati quando questi ultimi siano abitati dal debitore e dai suoi familiari.

Data breach: semplificata la procedura

Nasce un nuovo servizio online per semplificare gli adempimenti in materia di Data Breach.

Tramite il nuovo servizio attivato dal Garante della Privacy i titolari del trattamento potranno accedere alla procedura di auto-valutazione che aiuta gli utenti a individuare le azioni da intraprendere a seguito di una violazione dei dati personali, distinguendo i casi in cui è necessario procedere alla notifica di una violazione all’autorità di controllo e/o alla comunicazione all’interessato (laddove sussista un rischio elevato per i diritti delle persone).

Nuova misura del saggio degli interessi legali, ravvedimento a interessi stracciati dal 1° Gennaio 2021

Con Decreto del MEF del 11 dicembre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 310 del 15 dicembre 2020, la misura del saggio degli interessi legali, di cui all’art. 1284 c.c., è fissata allo 0,01% in ragione di anno a decorrere dal 1° gennaio 2021. Tale decremento percentuale (-0,04%), rispetto alla misura dello 0,05% in vigore fino al 31 dicembre 2020, impatta in ambito fiscale: rileva ai fini del calcolo degli interessi da corrispondere a titolo di ravvedimento operoso in caso di omesso o ritardato pagamento delle imposte, a partire dai versamenti in scadenza dal 1° gennaio 2021.