Contratto di negoziazione e raccolta di ordini. La sottoscrizione della clausola di inadeguatezza e gli obblighi informativi della Banca

Con ordinanza n. 46 del 4 gennaio 2022, resa in tema di contratto di negoziazione e di raccolta di ordini, la Suprema Corte ha ribadito il principio per cui la sottoscrizione della clausola di inadeguatezza dell’operazione, posta in calce al modulo d’ordine, è idonea a far presumere assolto l’obbligo informativo gravante sull’intermediario.

La Corte ha, inoltre, precisato come nel caso di specie non potesse ravvisarsi alcun mancato adempimento dell’onere probatorio in capo alla Banca, dal momento che il ricorrente non aveva indicato, nel corso dei giudizi di merito, quali fossero le specifiche informazioni omesse dall’Istituto di credito.

In base alla consolidata giurisprudenza della Corte, infatti, solo qualora il cliente alleghi l’omissione di specifiche informazioni, sorge in capo alla Banca l’onere di provare di averle effettivamente rese.

Trust. Non è soggetto a tassazione il trasferimento al trastee di un immobile

La costituzione del vincolo di trasferimento, in virtù di un trust liquidatorio, non integra autonomo e sufficiente presupposto di una nuova imposta, in aggiunta a quella di successione e donazione. Un trasferimento imponibile non è riscontrabile né nell’atto istitutivo, né nell’atto di dotazione patrimoniale tra disponente e trustee – in quanto meramente strumentali ed attuativi degli scopi di segregazione e di apposizione del vincolo di destinazione – ma soltanto in quello di eventuale attribuzione finale del bene al beneficiario, a compimento e realizzazione del trust medesimo.

 

Cassazione civile, sez. trib., ordinanza n. 410 del 10.1.2022

Iniquità della tabella milanese del danno da premorienza

Con la sentenza n. 41933 del 29 dicembre 2021, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla conformità al parametro di equità della tabella milanese del danno da premorienza.
La pronuncia ha statuito che affinché una tabella sul danno da premorienza possa ritenersi “equa”, deve partire dal presupposto che a parità di durata della vita residua deve corrispondere, in caso di uguale invalidità permanente, un risarcimento uguale. Per tale ragione, il Supremo Consesso ha ritenuto non conformi ad equità le tabelle milanesi, in cui il pregiudizio subito ha un’intensità maggiore nei primi due anni per poi decrescere.
È stato così emanato il seguente principio di diritto: “Qualora la vittima di un danno alla salute sia deceduta, prima della conclusione del giudizio, per causa non ricollegabile alla menomazione risentita in conseguenza dell’illecito, l’ammontare del risarcimento spettante agli eredi del defunto iure successionis va parametrato alla durata effettiva della vita del danneggiato, e non a quella statisticamente probabile. Il giudice di merito è tenuto a liquidare tale danno seguendo il criterio della proporzionalità, cioè assumendo come punto di partenza il risarcimento spettante, a parità di età e di percentuale di invalidità permanente, alla persona offesa che sia rimasta in vita fino al termine del giudizio, e diminuendo quella somma in proporzione agli anni di vita residua effettivamente vissuti”.

Opposizione a decreto ingiuntivo. Costituzione in giudizio del creditore e interruzione della prescrizione del credito nei confronti di tutti i debitori in solido

La costituzione in giudizio del creditore, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo proposto da un solo condebitore solidale, interrompe la prescrizione del credito sia nei confronti dell’opponente che nei confronti di eventuali altri coobbligati intimati e non opponenti, producendo così gli effetti dell’art. 1310 c.c.

Cassazione civile, sez. III, sent. n. 41201 del 22.12.2021

Nuova misura del saggio degli interessi legali per l’anno 2022

Con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 13 dicembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 15 dicembre 2021, la misura del saggio degli interessi legali è fissata all’1,25% a decorrere dal 1° gennaio 2022.

L’importante incremento rispetto al tasso in vigore fino al 31 dicembre 2021 assume evidenti impatti anche in ambito fiscale come, ad esempio, ai fini del calcolo degli interessi da corrispondere a titolo di ravvedimento operoso: a tal proposito, questi ultimi dovranno essere calcolati nella misura dello 0,01% fino al 31 dicembre 2021 e dell’1,25% a partire dal 1° gennaio 2022, rendendo più oneroso il ricorso a tale istituto per il nuovo anno.

Inoltre, la modifica del tasso di interesse legale impatta sulla determinazione del valore fiscale dei parametri di determinazione dell’usufrutto e della nuda proprietà costituiti successivamente al 1° gennaio 2022.

 

Ipoteca iscritta per un valore sproporzionato rispetto al credito vantato: il creditore risponde dei danni

Il creditore che iscrive ipoteca giudiziale su beni il cui valore sia sproporzionato rispetto all’importo del credito vantato, può essere chiamato a rispondere, ex art. 2043 c.c., del danno subito dal debitore, che può consistere nella difficoltà o impossibilità della negoziazione dei beni medesimi, ovvero nella difficoltà di accesso al credito.

Invertendo l’orientamento giurisprudenziale precedente, la Corte di Cassazione nega, quindi, che la sussistenza della speciale responsabilità ex art. 96 c. 2 c.p.c. possa escludere, a priori, la possibilità di un concorso con la disciplina generale dell’illecito civile ex art. 2043 c.c.

Cassazione Civile, sez. III, ord. n. 39441 del 13.12.2021

Focus ADR. Mediazione delegata: il termine fissato dal giudice non è perentorio

In assenza di una espressa disposizione legislativa, il termine fissato dal Giudice, per l’esperimento del procedimento di mediazione, non è da considerarsi perentorio e, di conseguenza, il mancato rispetto non determina l’improcedibilità della domanda giudiziale ex art. 5 comma 2 bis d.lgs 28/2010. Ciò che rileva è l’effettivo svolgimento del procedimento entro la data dell’udienza successiva a quella in cui il Giudice ha disposto la mediazione.

Cassazione civile, sez. II, sent. n. 40035 del 14.12.2021

Focus ADR. Mediazione delegata. Conseguenze della mancata attivazione. Improcedibilità

Con ordinanza del 3 dicembre 2021 n. 38271, la Corte di Cassazione enuncia il seguente principio: ove l’esperimento del procedimento di mediazione sia stato demandato dal giudice ex articolo 5, c. 2 del D.lgs n. 28 del 2010, la sua mancata attivazione determina l’improcedibilità della domanda giudiziale, anche laddove la controversia non rientri tra quelle soggette “ex lege” al tentativo obbligatorio di mediazione.

 

Cassazione civile, sez. II, ordinanza n. 38271 del 3 dicembre 2021

Agenzia delle Entrate – Circolare 15/E del 26 novembre 2021 sugli oneri documentali di Transfer Pricing

Pubblicata con firma del Direttore dell’AdE la Circolare emanata il 21 settembre ed in pubblica consultazione fino al 12 ottobre 2021.

Cristallizzata, per evitare modifiche ex post, la documentazione TP tramite firma elettronica e marca temporale entro il termine di invio della dichiarazione dei redditi (ieri 30 novembre 2021 per il periodo di imposta 2020) in cui attestare, con apposito flag, il possesso del set documentale TP. I contribuenti che entro ieri non abbiano terminato la predisposizione della documentazione potranno avvalersi dei 90 giorni successivi (28 Febbraio 2022) presentando una dichiarazione tardiva o una integrativa di quella presentata ieri. La documentazione TP, in questi casi, andrà firmata e marcata temporalmente in base alla data di invio effettivo della dichiarazione tardiva o integrativa.

A chi dovesse saltare anche i prossimi 90 giorni, non resta che la remissione in bonis (articolo 2, comma 1, del Dl 16/2012) solo per attestare il possesso della documentazione TP relativa al 2020 entro il termine di invio telematico della dichiarazione dei redditi del successivo periodo di imposta 2021 (30 Novembre 2022) semprechè, nel frattempo, la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza.

In ogni caso, la remissione in bonis è valida solo a comunicare tardivamente il possesso della documentazione TP che, per il 2020, dovrà essere completata, firmata digitalmente e marcata temporalmente entro e non oltre i 90 giorni da ieri.

Richiesta di restituzione delle somme versate a titolo di mutuo. Onere della prova. Causale del bonifico.

La parte che chiede la restituzione delle somme date a mutuo è tenuta a provare la consegna del denaro, ma anche il titolo da cui deriva l’obbligazione restitutoria.

Nel caso in esame, l’attore aveva indicato la dicitura “prestito” nella causale del bonifico. Ad avviso della Corte di Cassazione, a fronte di una specifica imputazione del versamento da parte dell’attore, così documentata, spetta al convenuto dimostrare il diverso e contrario titolo, che lo legittimerebbe a trattenere la somma.

Nella fattispecie decisa con l’ordinanza in commento, il convenuto non ha adempiuto al proprio onere probatorio, non avendo dimostrato una diversa e plausibile giustificazione causale del versamento.

 

Cassazione civile, ord. n. 27372 dell’8.10.2021