L’assegno privo di data e luogo di emissione vale come promessa di pagamento

Con ordinanza n. 19051 del 06 luglio 2021, la Corte di Cassazione si è pronunciata in ordine alla qualificazione giuridica dell’assegno bancario privo di data e luogo di emissione. Ad avviso della Suprema Corte il titolo è nullo, ma nei rapporti diretti tra traente e prenditore vale quale promessa di pagamento a norma dell’art. 1988 c.c.. Di conseguenza, l’esistenza del rapporto sottostante si presume iuris tantum, ossia sino a che l’emittente non fornisca la prova dell’inesistenza, dell’invalidità o dell’estinzione di tale rapporto.

La Banca o l’Istituto di Credito è responsabile nei confronti del Fallimento per la concessione abusiva del credito

Con sentenza n. 18610 del 30.06.2021, la Suprema Corte (I sez. civ.) ha chiarito che la Banca o l’Istituto di Credito che, con colpa o dolo, concede, rinnova o proroga un finanziamento ad un’impresa in stato di crisi o di insolvenza, poi dichiarata fallita, permettendole così di continuare lo svolgimento della propria attività e di accumulare ulteriori debiti, risponde nei confronti del Fallimento per aver determinato un aggravamento del dissesto, con conseguente danno ai creditori. L’azione di responsabilità è riservata al Curatore ex art. 146, c. 2., L.F..

GDPR e certificazione dei trattamenti di dati: Le Faq con i primi chiarimenti messe a punto da Garante privacy e Accredia

Il documento fornisce chiarimenti utili a tutti i titolari o responsabili del trattamento dei dati, sia del settore imprenditoriale che di quello della pubblica amministrazione, che desiderano ricorrere a una certificazione per dimostrare il loro impegno nel rispettare gli obblighi di protezione dei dati e la conformità dei trattamenti ai requisiti previsti dal GDPR.

Queste prime FAQ, dedicate ad aspetti generali e a cui seguiranno altre più specifiche, sono state elaborate nell’ambito di una convenzione finalizzata allo scambio di informazioni riguardanti le attività di certificazione e accreditamento previste dal Regolamento Ue sul trattamento dei dati.

Le FAQ sono consultabili sui siti internet del Garante per la privacy www.gpdp.it o di Accredia www.accredia.it.

 

Integra violazione del diritto alla riservatezza la comunicazione da parte del creditore a terzi dell’inadempimento del debitore

Con la pronuncia n. 18783 del 2 luglio 2021, la Corte di Cassazione si è occupata della violazione del diritto alla riservatezza di cui all’art. 11 del codice privacy applicabile ratione temporis. In particolare, secondo il principio emanato dalla Suprema Corte, integra violazione del diritto in parola ‹‹il comportamento di un creditore il quale, nell’ambito dell’attività di recupero credito, svolta direttamente ovvero avvalendosi di un incaricato, comunichi a terzi (familiari, coabitanti, colleghi di lavoro o vicini di casa), piuttosto che al debitore, le informazioni, i dati e le notizie relative all’inadempimento nel quale questo versi oppure utilizzi modalità che palesino a osservatori esterni il contenuto della comunicazione senza rispettare il dovere di circoscrivere la comunicazione, diretta al debitore, ai dati strettamente necessari all’attività recuperatoria››.

Privacy: tutela rafforzata per il trattamento dei dati giudiziari

Il Garante per la privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di regolamento, predisposto dal Ministero della giustizia, che disciplina il trattamento dei dati giudiziari in diversi ambiti.

Il testo rafforza in maniera significativa le tutele previste per le persone e definisce un complesso di garanzie minime e coerenti nei principali settori nei quali possono essere trattati dati giudiziari, ribadendo la necessità di rispettare i principi di proporzionalità e di minimizzazione previsti dal Gdpr, trattando solo dati indispensabili e per il tempo strettamente necessario rispetto alla finalità perseguita. Non solo: essenziale è la verifica dell’affidabilità delle fonti, l’adozione di tutte le garanzie volte ad assicurare l’esattezza dei dati trattati, e l’aggiornamento dei dati stessi rispetto all’evoluzione della posizione giudiziaria dell’interessato.

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Imposte sui redditi 2021: slitta al 15 settembre la scadenza per i versamenti dei soggetti ISA

È in arrivo, con un emendamento proposto dalla maggioranza e dal Governo in sede di conversione in legge del Decreto Sostegni Bis, una proroga al prossimo 15 settembre del termine per il versamento a saldo del 2020 e primo acconto 2021 di IRPEF, IRES, IRAP e imposte sostitutive, in precedenza fissato al 20 luglio p.v., per i titolari di Partita Iva soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA). La proroga riguarda anche i soci di società di persone.

 

Adottate le nuove clausole contrattuali standard sui responsabili esterni del trattamento e sul trasferimento di dati all’estero

«Si tratta di due set di clausole SCC (“Standard Contractual Clauses”, ovvero “clausole tipo” di protezione dei dati), approvate il 4 giugno 2021 dalla Commissione UE, che andranno a regolare il trasferimento di dati presso Paesi Terzi a seguito della sentenza Schrems II, che ha posto fine al Privacy Shield, e il rapporto tra titolare e responsabile esterno del trattamento dei dati.

Tali clausole tengono conto, oltre che dei principi contenuti nella sentenza Schrems II della Corte di Giustizia, anche del parere congiunto del Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e del Garante europeo della protezione dei dati (EDPS), nonché del parere dei rappresentanti degli Stati membri. Consentono, quindi, di garantire un elevato livello di protezione in tutti i casi in cui i dati degli interessati europei siano trattati al di là dei confini dell’Unione.”

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  1. un giovane laureato in giurisprudenza (voto di laurea non inferiore a 105/110);
  2. un neo avvocato con esperienza nel settore del diritto civile e, in particolare, nell’ambito del recupero crediti/NPL/UTP

Completano i profili: buone doti relazioni, attitudine a lavorare in team ed un’ottima conoscenza della lingua inglese.

Si prega di inviare i cv al seguente indirizzo email: claudia.arena@lexacta.it